venerdì 28 marzo 2025

Poco dopo il tramonto di Francesca Pachetti (La Raccontadina)



Poco dopo il tramonto, quando i merli hanno terminato il loro canto, ho posato la vanga e mi sono seduta sopra un sasso medio.

Il maglione appeso alla vite l'ho messo sulle spalle, ho guardato il buio occupare il cielo e ho sentito un piccolo vento muovermi i capelli.

I rami più alti e sottili del salice bianco hanno iniziato a dondolare e mi hanno raggiunta in una parte dentro; ci sono carezze che si compiono anche senza mani e il salice ha fatto questo con me, mi ha cullata.

Piano piano il mio busto e le mie spalle hanno seguito i suoi movimenti e sceso tutto il buio siamo stati insieme a ninnarci e a raccontarci l'intoccabilità di alcune vite, quelle che per un attimo riesci a prendere per mano ma il giorno dopo sono già scivolate via come piccole piume.

Le vite di chi non riesce a parlare le parole perché il loro suono diventa subito forma spessa e pesante che si appoggia sul cuore, certamente le pronunciano, ma dentro, in ogni caso gli soffia sempre un gran silenzio.

Mi diceva che non è vero che sono intoccabili perché si lasciano ninnare dagli alberi, toccare dal sole e correre dal vento.

Poi non lo so più, ho sentito le nostre voci spegnersi dentro piccole foglie e occhi che si chiudevano. Ci stavamo per addormentare.

Con l'universo nella pancia sono tornata a casa.

di Francesca Pachetti, La Raccontadina
dalla pagina social

22 marzo 2025

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